Caulonia, Maria Campisi: “Il bilancio è privo di una visione chiara”. La dichiarazione di voto integrale
Pubblichiamo la dichiarazione di voto del consigliere comunale di Caulonia Maria Campisi durante il consiglio del 28 marzo 2025 in cui si è approvato il bilancio di previsione 2025/2027:
“Analizzando tutta la documentazione sul bilancio di previsione che ci è stata fornita ho notato che un aspetto critico riguarda i tributi.
Se da un lato si intravedono prospettive di ripresa per la chiusura del dissesto (una conquista visto che era una promessa elettorale importante) dall’altro la situazione sembra peggiorare a causa di un’impennata dei ricorsi da parte dei contribuenti, che evidentemente ritengono di aver subito una violazione dei loro diritti. Errori ne sono stati commessi: probabilmente nel passaggio da Sogert al comune, la gestione dei tributi ha subito degli scossoni, alcuni dati sono andati perduti e molti cittadini si sono visti recapitare richieste di pagamento sulle stesse imposte già pagate. Anche a causa di ciò i ricorsi ad oggi sono più che raddoppiati. Se nel 2024 abbiamo avuto una media di 7-8 ricorsi al mese, nei soli primi tre mesi di quest’anno abbiamo avuto una media di circa il doppio.
Due anni fa, proprio per mutuare il principio di collaborazione tra i cittadini e il fisco, sancito nello Statuto del contribuente, avevo proposto formalmente la creazione di uno sportello informativo, ma non è stata intrapresa alcuna azione in tal senso. Ritengo invece che a maggior ragione adesso che il servizio è internalizzato si possa creare un supporto al lavoro che i dipendenti stanno gestendo con grandi sforzi e abnegazione.
Il problema del cittadino riguarda principalmente la disinformazione. Il caotico e disordinato flusso di disposizioni tributarie, spesso ritenute vessatorie, in passato ha generato lo scollamento e il disinteresse della comunità verso la vita amministrativa in generale.
Il bilancio di previsione, a un primo sguardo, appare formalmente corretto ma sotto il profilo sostanziale non emergono strategie o interventi concreti in grado di determinare una ripresa significativa delle risorse finanziarie dell’ente. Manca, infatti, una visione chiara e un piano operativo che consenta di affrontare efficacemente le difficoltà economiche e di generare un ritorno positivo per le casse pubbliche. La situazione rischia quindi di restare stagnante se non vengono adottate misure di rilancio più incisive.
Anche il Documento Unico di Programmazione si sofferma molto sull’aspetto teorico, concentrandosi su concetti generali, come “margine di flessibilità”, “situazione patrimoniale”, “capacità di indebitamento”, ma senza entrare troppo nel merito delle implicazioni pratiche di questi concetti. In altre parole, non vengono forniti aspetti concreti su possibili e auspicabili miglioramenti della condizione finanziaria dell’ente”.
28 marzo 2025
Maria Campisi