Qualcuno ha perso la bussola
Di Francesco Violi
“Avanti tutta con le riforme” sembra essere il motto del governo, ma sotto c’è dell’altro: le riforme sono un modo per dare un contentino, per rinsaldare i rapporti tra i tre partiti di governo altrimenti di vedute opposte su tutto, o senza idee sulla sia sulla politica interna che sulla politica estera. Le linee “gridate” dai tre partiti sembrano essere uscite dai discorsi degli avventori in un bar dopo qualche cocktail di troppo, non coincidono, ma soprattutto non coincidono con quelle espresse dagli stessi leader di partito il giorno prima!
Il pallino di Forza Italia è la giustizia, fa di tutto per demolirla abolendo reati come l’abuso di ufficio, non agendo in modo efficace sull’evasione fiscale che, se recuperata almeno in parte, darebbe una boccata di ossigeno al problema del debito pubblico. Era esattamente la politica di Berlusconi!
Quello di Fratelli d’Italia è il premierato, più o meno il potere assoluto da dare alla Premier che spera di restare sul “trono” almeno per i prossimi quaranta anni, se esisterà nel frattempo l’Italia come stato sovrano e se esisterà la vita sulla terra che, visto l’attuale situazione, non son cose del tutto scontate.
Poi ci sono crociate contro i vaccini, contro la scienza tutta, contro la scuola, contro gli avversari politici colpevoli di essersi permessi di protestare e di scendere in piazza contro le assurdità di una politica casuale e dispotica che non fa nulla per le classe deboli mentre difende i forti che diventano sempre più ricchi.
In questo lavoro di demolizione delle opposizioni sono coadiuvati da una serie di testate giornalistiche ( si presume al loro soldo visto che su internet pubblicano gratis i loro scoop) . Ma quando mai in 80 di repubblica, i governi si sono preoccupati di condannare la legittimità o l’opportunità di uno sciopero o più semplicemente di una manifestazione come quella fatta dalle sinistre per una linea comune da seguire in politica estera partendo da un’Europa unita politicamente? Da sempre, altresì, i nostri governanti precedenti, avevano ascoltato le ragioni delle proteste e risposto in merito alle questioni cercando di venire incontro alle problemi presentati da associazioni o sindacati.
La lega, sostanzialmente ha due obiettivi: l’autonomia differenziata e il respingimento dello straniero, quest’ultimo concetto è l’unico elemento di interconnessione tra gli schieramenti della coalizione.
Le testate giornalistiche amiche delle destre sottolineano che le opposizioni sono divise su tu tutto, e usano i soldi dei contribuenti per riempire le piazze. Schlein e Conte, principali indiziati, nemmeno rispondono: non sono loro a dover esprimere un parere nella Commissione Europea, essendo all’opposizione, tra l’altro le loro differenze di vedute non sembrano inconciliabili. Forse questa “paternalistica” preoccupazione per l’avversario è fatta ad hoc per nascondere la propria frattura interna: mai una coalizione di governo ha avuto una visione cosi diversa sul problema causato del “rearm” della Comunità Europea. Il leader della lega che si dichiara pacifista e nazionalista, vorrebbe un “piccolo” aumento di spese per armare e ammodernare l’esercito italiano senza dar conto agli altri stati. -I soldi,- ribadisce – vanno spesi per la sanità e l’istruzione-; – Bravo – diremmo, è quello che le sinistre dicono da almeno 30 anni!
Fratelli d’Italia e probabilmente anche Forza Italia sono per un ammodernamento dell’esercito e degli arsenali da mettere a disposizione in ambito Patto Atlantico e Nato in caso di necessità. Se ciò corrisponde a qualcosa di concreto non lo ha capito nessuno. La Meloni vorrebbe tenere un rapporto privilegiato con l’amministrazione di Trump, e lo giustifica ( lasciando tutti sconcertati) anche quando egli, tramite il sue vice, Vance, definisce l’Europa parassita dell’America mentre annuncia dazi insostenibili che danneggeranno irrimediabilmente i rapporti commerciali con la Comunità Europea e non solo. Dice, la Premier, che L’America ci “stimola” per “cambiare” la politica…(leggasi rispettivamente ci “scarica” per “distruggerci”). Invece Trump vuole eliminare un concorrente, l’Europa, nella guerra commerciale e politica che sta scatenando nel mondo, mentre cerca, a modo suo, di far tacere le armi nei conflitti che gli danno fastidio. E lo fa, non perché l’Europa è l’ultimo baluardo di democrazia rimasto sul pianeta , semplicemente perché non gliene frega niente, come a tutti gli americani non interessa il mondo al di fuori dell’US. Alcuni giornalisti dicono che la premier sia un “vassallo” di Trump, magari lo fosse, non ha alcun ruolo invece!
Trump, probabilmente, non ha capito che le catene commerciali e di approvvigionamenti di componenti sono così intrecciate e interconnesse a livello mondiale e che i dazi, porteranno ad una flessione della sua economia, mentre si scaglia contro i suoi ricercatori abituati da sempre ad un trattamento favorevole. Essi andranno presto a lavorare altrove. Ci sarà, con questa politica, un declino culturale, scientifico, economico e ambientale anche per la stessa America.
I nostri leader che ormai hanno perso il treno del mondo ( non quello del ministro dei trasporti) , sono entusiasti di questa politica: è uguale alla loro! La bussola di Salvini non segna più il nord-sud ma l’est-ovest, la Russia e l’America per intenderci, Quella della Meloni ha l’ago smagnetizzato, non indica nulla, cioè non sa che pesci prendere. Su una cosa hanno le idee chiare: aspettano di concludere l’iter del PNRR, dopo il quale, chiederanno al parlamento l’uscita dalla Comunità europea, l’Italexit, come l’Inghilterra, ma non con un referendum, per decreto, sceglieranno loro per gli Italiani!
La riunione dei capi di stato “volenterosi” non è stata un successo, i leader europei specialmente, non hanno fatto una bella figura. La Meloni ha ribadito la sua scelta di non mandare truppe in Ucraina se non in una missione internazionale, dopo la fine della guerra, linea condivisa da moltissimi altri Leader e da tutto il parlamento italiano, ovviamente, ma i leghisti hanno colto l’occasione per dare una stoccata agli avversari politici ribadendo che loro sono per la pace, mentre le opposizioni vorrebbero mandare i soldati per la fare la guerra (falso). Nessuna reazione.
La riunione si è conclusa con la decisione del Premier inglese e del Presidente francese di inviare alcuni loro militari in Ucraina per aiutare l’esercito in guerra. Poi si è deciso di mantenere le sanzioni alla Russia, in seguito alla richiesta del presidente Putin di sospendere quelle sull’export di grano e dei fertilizzanti come condizione per una tregua o sospensione della guerra e per l’inizio dei negoziati di pace. Bastava chiedere una inversione temporale: prima la tregua e l’inizio dei negoziati e subito dopo la sospensione delle sanzioni. Putin avrebbe accettato!
Ma niente, i leader volenterosi sono stati fermi sulle loro decisioni, continuando a ripetere gli errori del passato che, probabilmente , sono stati la causa della guerra stessa. Purtroppo questo è quello che oggi abbiamo in campo, nessun capo di stato carismatico in grado di mettere d’accordo tutti e presentare una linea politica accettabile in un’eventuale negoziato di pace che coinvolga tutti: i contendenti, i paesi europei e gli americani.
Ma almeno nella Commissione Europea si discute, si potrebbe trovare, un giorno, una linea comune, peccato che non sia una priorità dei singoli leader europei! Sarebbe necessaria un’intesa e un coordinamento europeo per le spese militari, non ha alcun senso che ognuno faccia per se: in tal caso si fa il gioco delle industrie militari e un gran dispendio di risorse per materiali che diverrebbero presto obsoleti. Un singolo paese non può difendersi da solo in caso di attacco esterno, mentre con un comando militare unico e la condivisione delle risorse tra i vari paesi europei si potrebbe affrontare qualsiasi nemico con una spesa complessiva decisamente inferiore.
Tornando a noi, le spese del PNRR dove e per cosa vengono impiegate? Non certo al sud. Abbiamo ormai perso la speranza, pare che siano stati trovati i soldi per completare la nuova 106 nel Crotonese fino a Catanzaro. E da Catanzaro a Reggio? Non esiste nemmeno il progetto! Era l’ultima occasione, sia per la strada che per la ferrovia. Il territorio è ormai abbandonato a se stesso: per percorrere la distanza da Reggio a Catanzaro, lungo la 106 (155 Km), si impiegano almeno 3 ore con velocità massima 50 orari.
Non si sta trovando nemmeno un accordo per tutelare (IGP) la coltivazione del bergamotto : ci sono resistenze politiche, non meglio identificate, che sono contro la tutela. Questo sta mettendo a rischio la nostra produzione con un notevole calo di prezzi a causa dell’invasione di prodotto da altre aree rispetto alla tradizionale Villa S. Giovanni – Monasterace.
Foto di Jordan Madrid su Unsplash