La torta non è per tutti
Di F. Violi
Democrazia è un concetto che nasce nell’antica Grecia, era un sistema di governo caratterizzato da principi di eguaglianza fra tutti i cittadini di fronte alla legge (isonomia), libertà di parola, (isegoria), parità nel concorrere in cariche pubbliche (isotimia). Concetti che dovrebbero essere presenti anche nelle democrazie moderne , non tutte uguali non sempre pienamente attuate e nemmeno durature nel tempo pur fondate su solide basi. Le basi su cui si fondano le democrazie sono le Costituzioni che ciascun paese che di autodefinisce democratico deve possedere in base alle quali i governi eletti emettono le leggi e le norme della convivenza civile e i rapporti con gli altri stati. Il potere non è direttamente esercitato dal popolo ma il popolo attraverso libere elezioni delega un gruppo di persone a rappresentarlo nel parlamento che ha il potere legislativo e nel governo con il potere esecutivo.
In uno stato democratico tutti , uomini, donne, che rispettano le regole convivenza sono uguali, indipendentemente dal colore della pelle dalla nazionalità dalle credenze religiose, in altre parole devono avere tutti le stesse “ opportunità” per migliorare le proprie condizione economiche , culturali , e realizzare le proprie aspirazioni. Non è necessario che la ricchezza sia equamente distribuita, ma è necessario che tutti possano soddisfare i bisogni primari, cioè abbiano accesso ai beni fondamentali, cibo, tecnologia, abitazione, possibilità di viaggiare e interagire con gli altri. Utopia: in nessuno stato che si autodefinisce democratico certi obiettivi possono essere considerati pienamente conseguiti per una serie di ragioni che sono poi le stesse che portano alle crisi delle democrazie che degenerano spesso, come è successo sempre in passato, verso altre forme di governo, autarchie e dittature. Talvolta sono i cittadini stessi che, stanchi di scontrarsi con le regole di una società che ritengono ingiusta, votano per protesta per partiti contestatori e privi di scrupoli che promettono di cambiare le cose con ricette mirabolanti, quanto pericolose.
Questi gruppi, che chiamiamo populisti, sono di due tipi: suprematisti e populisti rassegnati. I populisti suprematisti sono nazifascisti, sono quelli di Trump, di Salvini, di Orban, della SFD tedesca, ma anche l’attuale governo italiano. Essi hanno, nella loro ideologia, la prevaricazione verso chi non è d’accordo con loro e verso i deboli, in Italia promettono di dare ristori temporanei a chi ha difficoltà a pagare le bollette per fare consenso, quando sarebbe necessaria una riforma strutturale a partire dall’iva che incide per più del 20% sul prezzo di elettricità e gas. Il problema principale poi, “lo scandalo”, è la presenza di stranieri, ma in base ai sondaggi, è un loro problema non degli italiani. I populisti rassegnati, invece, sono i Cinquestelle, che hanno avuto comunque il merito di portare in Italia i soldi del PNRR, consegnati poi alla destra che non riesce a spenderli. Essi contestano tutto, ma non indicano soluzioni alla loro protesta, Sono propensi a distribuire ricchezza ai ( reddito di cittadinanza, 110%) loro elettori ma non a fare le opere pubbliche e interventi, ferrovie, strade, messa in sicurezza del corsi d’acqua ecc. Pensano che quelle che abbiamo sono sufficienti.
Ma sono i suprematisti a preoccupare di più tutti: immaginano un mondo tutto per loro, la gente comune non viene considerata basta vedere Elon Musk , egli costruisce le auto elettriche, non perché ha a cuore la conversione energetica ma per dimostrare che si può fare e le sue auto sono destinate ai ricchi; Putin fa la guerra per predare le risorse minerarie dell’ Ucraina, Trump si prende quello che rimane mentre sta demolendo 250 anni di storia americana con la sua libertà e Costituzione licenziando in massa i dipendenti pubblici in ogni settore. Tanto i suprematisti non rispettano le regole, riciclano, nel loro staff, delinquenti di ogni tipo e vanno avanti, Il popolo li ha votati, allora fanno quello che vogliono questa è la loro “democrazia” come la chiamano ma sarebbe più giusto chiamarla democratura!
La differenza tra poveri e ricchi c’è sempre stata, ma la ricchezza non era arrogantemente ostentata, il progresso dei i suprematisti non è per tutti, vogliono mantenere per se una condizione di privilegio a cui gli “altri” non hanno accesso, anzi siano ridotti a schiavi o espulsi dalla loro nazione, se stranieri.
Meno male che in Germania l’ultradestra è stata arginata, per ora!
Non parliamo di Medioriente e delle schifezze che Trump propone al suo “amico” Netanyahu. Parliamo del rapporto che ha con la Cina che lui considera nemico numero uno (dopo l’Europa, forse) egli ha paura dello strapotere economico e tecnologico del gigante orientale che, in silenzio, si espande sempre più producendo di tutto ed esportando a prezzi bassi in modo che tutti possano accedere alla sua merce, (anche se talvolta i prodotti risultano falsificati). Trump vorrebbe riportare in America molte produzioni per confermare gli USA come maggior potenza economica globale. Ma, sperando che non licenzi anche i dipendenti dei centri di ricerca, l’America, per ora, produce solo armi, strumenti di morte, mentre la produzione di massa degli altri beni è concentrata all’estero che ha prezzi di produzione più bassi. Insomma la Cina, che non è un paese democratico secondo il nostro canone occidentale, rende disponibili prodotti per tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche: possiamo dire che “rende democratica” l’economia dei paesi in cui esporta.
Ed è proprio questo che fa più paura ai suprematisti, loro hanno bisogno che esistano molti problemi e conflitti tra i popoli a livello globale per fare affari con le armi, ma forse (e per fortuna) è troppo tardi per tornare indietro e i dazi che sventolano a spada tratta non serviranno a niente.