Como, condanna simbolo al boss della ‘Ndrangheta: 30 anni. Seminava il terrore tra gli imprenditori

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Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/20/news/milano_boss_ndrangheta_condannato-163464173/

Una condanna pesantissima. Un segnale importante per tutti gli imprenditori vittime dei clan della ‘Ndrangheta al Nord che non trovano il coraggio di denunciare. Il tribunale di Como ha condannato a trent’anni Giuseppe Oliverio, nell’ambito dell’inchiesta “Crociata” portata avanti dai pm della Dda di Milano, Alessandra Dolci e Marcello Tatangelo, dai carabinieri e dal Gico della guardia di finanza, che nel febbraio 2016 ha smantellato la locale di Mariano Comense, e il sistema di terrore degli uomini del clan dei Muscatello nei confronti di numerosi imprenditori. Con lui condannati anche Filippo Rinaldi (21 anni), Giuseppe Ruberto (7 anni), Alessio Meneghini (7anni). Nei mesi scorsi tutti gli altri uomini del clan erano stati condannati in abbreviato.

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Oliverio è stato riconosciuto colpevole di associazione mafiosa, traffico di droga e diversi casi di estorsione. Tra questi anche quello relativo
al “vero e proprio esproprio” dell’autofficina di Vincenzo Francomano, uno dei pochissimi imprenditori al Nord che si è rivolto alla Dda, guidata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e ha denunciato gli uomini dei clan che, mese dopo mese, si sono impadroniti della sua azienda. Calabrese come i suoi estorsori, alla fine ha avuto giustizia ed è tornato in possesso della sua azienda.

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