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’Ndrangheta, 36 arresti tra Lombardia e Calabria
Fonte: www.ilsole24ore.com
Di Roberto Galullo
Immobili in Lombardia e poi ancora, a cavallo tra la provincia di Crotone e Cosenza, fabbricati, terreni agricoli, società specializzate nel movimento terra e persino società di intermediazione. Tutto sequestrato – per un valore di diversi milioni – da una vasta operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Crotone (che si avvale del concorso di unità territoriali di Cosenza e speciali eliportate dei Cacciatori e del Goc. di Vibo Valentia quelli di Cosenza) e della Polizia di Stato (Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine di Catanzaro, con il concorso delle Squadre Mobili di Crotone e Cosenza e del Reparto prevenzione crimine Calabria).
L’operazione Six towns non è ancora conclusa e sta portando all’arresto di 36 persone, tra capi e gregari, affiliati alla famiglia Marrazzo, attiva nella provincia di Crotone e con ramificazioni nella provincia di Cosenza e in Lombardia. Oltre 200 carabinieri e poliziotti sono ancora impegnati a setacciare Sila e Presila crotonese e cosentina, nonché numerose località in Nord Italia. Tra i personaggi coinvolti alcuni membri della famiglia Marrazzo, sulle tracce dei quali erano da tempo gli uomini guidati dal capo della squadra mobile di Catanzaro Antonio De Santis e i carabinieri agli ordini del comandante Salvatore Gagliano del comando provinciale di Crotone.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno fatto luce su svariate attività illecite del clan. Tra i reati contestati, figurano l’omicidio, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, favoreggiamento, ricettazione e numerosi delitti in materia di armi. La provincia di Crotone si appresta a vivere momenti ancora più delicati sul fronte delle indagini giudiziarie. Domani, infatti, la Corte d’appello di Catanzaro dovrebbe decidere sulla richiesta di sequestro del patrimonio di Raffaele e Giovanni Vrenna, avanzata dalla Dda di Catanzaro. Tra i beni di proprietà – complessivamente il patrimonio è valutato 800 milioni – anche il Crotone calcio. La tesi della Dda di Catanzaro (pm Giovanni Bombardieri e Domenico Guarascio) ha convinto il procuratore generale della Corte d’appello, Salvatore Curcio, che a sostegno dell’accusa ha chiesto l’acquisizione di una nuova relazione della Guardia di finanza sullo stato patrimoniale del gruppo Vrenna, dei verbali integrali di due collaboratori di giustizia e una sentenza emessa dal Tribunale di Castrovillari alla fine degli anni Novanta.
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