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Caso Cinquefrondi: Lettera aperta del Direttore di Ciavula a Sebi Romeo
Gentile Capogruppo Pd in Consiglio Regionale,
Le scrivo questa lettera aperta spinto dall’incredulità che ha colto la redazione del nostro giornale nel momento in cui abbiamo letto un manifesto a firma Partito Democratico di Cinquefrondi.
Come saprà il comune di Cinquefrondi, così come tantissimi comuni in Calabria, ha aderito alla Rete Sprar (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati). Ed io sento il bisogno di scrivere a Lei in quanto Capogruppo Regionale del PD ma anche in quanto uomo politico da sempre attento alla questione delle migrazioni. In diverse occasioni ho personalmente e direttamente ascoltato dalla sua voce parole di sostegno a comuni (come quello di Caulonia) che praticano l’accoglienza e credo di sapere quanto le stiano a cuore le sorti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni.
Lo stesso Partito Democratico da quando è al governo ha deciso di incrementare la rete Sprar, che durante il governo Renzi è passata da soli 3mila posti di accoglienza fino ai quasi 30mila attuali. Lo stesso governom per favorire i comuni che intendono praticare l’accoglienza (e quindi aiutare oltre che i migranti l’intero Paese), ha abolito i bandi ministeriali per accedere allo Sprar permettendo a tutti i comuni di aderire direttamente e senza bisogno di bandi e graduatorie. Scelte, a mio avviso, apprezzabili e che il vostro partito deve rivendicare come buona politica.
Eppure conosciamo bene il clima che aleggia in Italia e in Europa nei confronti delle politiche dell’accoglienza e dei migranti, conosciamo la costante e pericolosa propaganda delle destre razziste e xenofobe, conosciamo quanto sia delicato fare comprendere agli italiani che vivono la crisi economica che le politiche di accoglienza non li impoveriscono ulteriormente ma che oltre ad essere giuste e doverose moralmente sono anche un volano di sviluppo e un’opportunità per le comunità che accolgono (vedi, per citare quelli più noti, i casi di Riace, Gioiosa, Camini e Acquaformosa, ma la lista è lunga).
In questo clima di contrapposizione incandescente alimentato dalle destre serve la compattezza delle forze progressiste o cadremo nella barbarie.
Il Pd, in quanto forza di opposizione a Cinquefrondi, ha tutto il diritto di attaccare l’Amministrazione Conia nei modi e sui temi che ritiene opportuni per la sua battaglia politica. Ma leggere un manifesto a firma Pd che soffia sul fuoco delle pulsioni che solitamente vengono alimentate dai Salvini e dai Le Pen fa male a chi crede nella sinistra.
Perchè quel manifesto, anche se il segretario del Circolo lo giustifica (a posteriori, una volta esplosa la polemica) come una richiesta di coinvolgimento delle forze politiche e di inopportunità di utilizzare una parte di un bene comunale per gli uffici dello Sprar, è ben altro. E’ un manifesto che strumentalizza la scelta dell’accoglienza provando a mettere contro la popolazione. E non avendo altro a disposizione lo fa attaccandosi ad una lavatrice.
Per essere precisi credo che serva che Le fornisca alcune informazioni. Come già anticipato non entro in merito alla parte del manifesto in cui si accusa l’Amministrazione comunale di non avere coinvolto la parrocchia e le altre forze politiche nella scelta di aderire allo Sprar.
Quello che mi interessa evidenziare è il passaggio successivo che recita: “si è svilita l’indispensabile funzione della Biblioteca Comunale (iniziali maiuscole del manifesto), permettendo, tra l’altro, che al suo interno, venisse collocata una LAVATRICE e suppellettili che, naturalmente, non possono convivere con il servizio culturale che questa struttura ha sempre garantito alla nostra gente. E’ del tutto errato concedere spazi della Biblioteca per lo svolgimento del Progetto Sprar”.
Chiedo, per quale ragione secondo il Pd se la biblioteca comunale viene ANCHE utilizzata per gli uffici amministrativi dello Sprar si “svilisce” la sua funzione, considerato che le attività dello Sprar non intralciano quelle della biblioteca?
Tutto quello che ha a che fare coi migranti secondo il circolo Pd di Cinquefrondi deve essere allontanato dal centro del paese, ghettizzato? Quando gli operatori dello Sprar (giovani di Cinquefrondi che hanno trovato un lavoro grazie al progetto di accoglienza) hanno avuto accesso alle stanze della biblioteca che sono state concesse per gli uffici Sprar hanno trovato stanze impolverata, non utilizzate probabilmente da molti anni. Invece ora, oltre ad essere state nuovamente rese agibili, verranno arredate grazie ai fondi dello Sprar e quegli arredi resteranno al Comune di Cinquefrondi per gli anni a venire. Inoltre, sempre grazie ai fondi del progetto Sprar sarà possibile ammodernare la struttura, riverniciarla, fare degli interventi sugli infissi e, visto che la sala centrale della mediateca oltre ad essere utilizzate come scuola di alfabetizzazione per i migranti viene anche utilizzata da tutte le associazioni e forze politiche per iniziative culturali, anche prevedere l’installazione (previo consenso dell’ufficio tecnico) di condizionatori per rinfrescare d’estate e riscaldare d’inverno.
A noi sembra che destinando alcune stanze, prima inutilizzate, della mediateca all’accoglienza si renda un servizio a tutti i cinquefrondesi, per cui dove sta lo svilimento? Perchè il Pd non indica locali alternativi e altrettanto dignitosi? Gli uffici per i migranti secondo il signor Galimi vanno fatti nella tendopoli di Rosarno?
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Rosarno